“Santa Rusalia a la Quisquina” una storia raccontata e cantata grazie anche all’intelligenza artificiale

SANTO STEFANO QUISQUINA – Nella cornice dei festeggiamenti in onore di Santa Rosalia per il IV centenario della scoperta della Sacra Grotta e dell’epigrafe alla Quisquina, è stata pubblicata su YouTube una bellissima rappresentazione in quattro episodi della vita della Santuzza, nello stile dei cantastorie siciliani.

L’autore della cantata “Santa Rusalia a la Quisquina” è uno stefanese, Giuseppe Capobianco, che fin da bambino coltiva la passione per il canto e per i racconti popolari. La sua passione di raccontare cantando, utilizzando il linguaggio e lo stile folklorico dei cantastorie, nasce spontaneamente. Dato che il siciliano è la lingua che più di frequente utilizziamo ed essendo lui “uno che parla e che pensa in dialetto”, ritiene che il nostro idioma riesca ad esprimere, in maniera unica e particolarmente efficace, molte sensazioni.

Quando era un bambino e i cantastorie arrivavano a Santo Stefano Quisquina, con grande ammirazione assisteva ai loro spettacoli che lo affascinavano profondamente. Rimaneva colpito da quelle storie tragiche e dalla loro narrazione struggente. Dopo aver composto “la storia di Lorenzo Panepinto – l’apostolo dei lavoratori” e rappresentato anche “figliu di la muntagna – la storia cuntata e cantata di San Giacinto Giordano Ansalone”, è stato don Giuseppe Alotto a proporgli di comporre una storia cantata della vita di Santa Rosalia e cogliendo questa occasione, con stupore ed entusiasmo, si è messo a lavoro.

Confrontandosi con le fonti a disposizione, nell’alternanza tra fatti storici ed episodi trasmessi dalla tradizione, per raccontare la vita di Santa Rosalia si è ispirato prevalentemente al suo sentimento. Particolarmente suggestivo è stato ascoltare il tradizionale “Trinfu” di Santa Rosalia, cantato a Palermo durante il festino. Ha preso spunto soprattutto dai racconti che ascoltava da bambino sulla vita della giovane eremita.

Uno di questi riguarda la tentazione che la Santa ricevette nel luogo in cui si era fermata a riposare prima di raggiungere la Quisquina, la Rocca: qui si racconta che il demonio, nel tentativo di convincerla a tornare indietro e a sposare il giovane a cui era stata promessa, rese la pietra incandescente e infiammò la Rocca. Lei, salda nell’amore per Cristo, si inginocchiò per pregare, si appoggiò alla roccia con la mano sinistra e con la destra vi tracciò un segno di croce, lasciandone l’impronta tutt’oggi visibile.

Il motore della narrazione è l’amore di Santa Rosalia per Cristo e la scelta autentica e radicale di dedicare a Lui la propria vita. Dalla “cantata” emergono il coraggio di questa giovane, lo spirito di sacrificio che ha connotato la sua vita terrena e la purezza dei suoi sentimenti. Nella sua semplicità, la Santuzza è raccontata come: “na faidda a lu scurari chi nì parla di Gesù”
.
La “faidda” è quel corpuscolo incandescente che, nonostante tutti gli sforzi messi in atto, sfugge ai controlli riuscendo ad incendiare luoghi impensabili e irraggiungibili.
La Santuzza è la “faidda” dell’amore di Cristo! Un abbraccio amorevole che infiamma il nostro cuore di un amore eterno; un fuoco indomito che, se ci sfiora anche per un solo istante, riesce a propagarsi incendiando di gioia il nostro cuore. Già dal primo episodio si può apprezzare un singolare quanto sorprendente connubio tra il fascino antico e intramontabile del mondo dei cantastorie e l’uso sapiente dell’intelligenza artificiale. I cantastorie, di norma, si accompagnavano con la chitarra e utilizzavano dei cartelloni suddivisi in quadri dove venivano illustrate le scene principali delle storie che cantavano.

Giuseppe Capobianco si è servito della tecnologia per riformulare, in chiave moderna, questo tipo di rappresentazione. Egli ha ricreato, con l’ausilio del computer, i suoni degli strumenti realizzando una traccia musicale che è comune a tutti e quattro gli episodi mentre il cartellone è stato sostituito da uno “slideshow”, cioè una presentazione di immagini in sequenza su uno schermo. Le immagini le ha create tutte con l’intelligenza artificiale: ha istruito un software che man mano ha generato le immagini che desiderava.

Per poter presentare visivamente e in modo efficace la sua opera ha poi creato e caricato su YouTube cinque video.

Il link alla playlist YouTube per potere guardare e ascoltare i quattro episodi di “Santa Rusalia a la Quisquina” oltre al quinto episodio di chiusura “A lu scurari” è il seguente:
https://youtube.com/playlist?list=PLqBCp6tNgxSCYvyP5WxT-6-Ru67v4yCer

COMUNICATO