
SAN BIAGIO PLATANI – Oggi, 18 luglio 2026, ricorre il 15° anniversario della scomparsa di don Angelo Bongiovanni, un giorno di profondo ricordo per tutto il popolo di San Biagio Platani. La sua figura rimarrà per sempre nella storia del nostro paese: “Patri Angilinu” è stato infatti l’ultimo storico arciprete originario e nativo di San Biagio Platani, un legame profondo che ha reso il suo servizio ancora più vicino alla nostra gente.
Ordinato sacerdote il 19 settembre 1971 nella basilica di San Domenico ad Agrigento, ha guidato la nostra comunità come arciprete per ben 37 anni, dal 1° ottobre 1974 fino all’improvvisa scomparsa avvenuta il 18 luglio 2011.
Tutti ricordiamo nitidamente i dettagli di quella triste mattina di quindici anni fa: l’apprensione della storica sagrestana Mela, la presenza del reverendo don Giovanni Fregapane, odierno arciprete di Sant’Angelo Muxaro, e il grande sconcerto per la notizia del malore improvviso. Solo il giorno prima, con la generosità di sempre, don Angelo aveva celebrato la sua ultima Santa Messa a Santo Stefano Quisquina per sostituire l’arciprete don Antonio Massaro.
Tra i ricordi più belli e preziosi vi è quello del 16 luglio, due giorni prima della morte, in occasione della festa della Madonna del Carmine: fu proprio padre Angelo, con la sua alba bianca e candida, a intonare con il suo magnifico estro il rosario tradizionale “Maria di lu Carminu si boi”, accompagnandolo con le note armoniche dell’organo della Chiesa Madre per guidare la lode e la preghiera sincera di tutto il popolo. Un momento prezioso che si conserva ancora oggi in una mia registrazione vocale. Fu il suo ultimo regalo in musica per tutti noi, prima di salire in cielo.
Don Angelo Bongiovanni ha fatto della propria vita una missione e un sacrificio totale per il suo popolo. Talvolta incompreso e non ricompensato dagli uomini per quanto avrebbe meritato, ha operato sempre con umiltà, seguendo la parola del Vangelo: “Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date.” (Vangelo secondo Matteo 10, 8)
Rispettoso delle leggi, della puntualità e dell’obbedienza filiale al proprio Vescovo, ha donato la vita senza chiedere nulla in cambio. Ha portato avanti con fermezza i principi di castità, obbedienza e una vera povertà, come si addice a un autentico uomo di Cristo.
Il suo operato ha lasciato segni visibili sotto gli occhi di tutti: la sua attenzione per il sociale, per i poveri, per la politica, per la cultura intesa come servizio. Ha riportato all’antico splendore la nostra Chiesa Madre, insieme alla Chiesa del Carmine: entrambi templi martoriati dall’incompetenza di chi, nei passati restauri, non aveva scelto, secondo i principi di tutela, la via della conservazione del bene architettonico e culturale, ma della distruzione della memoria storica. Grazie alla sua determinazione, don Angelo ha avviato e guidato la rinascita di questi luoghi sacri, con i restauri del Carmine poi portati a compimento dopo la sua morte.
Oggi San Biagio Platani onora questa memoria indelebile anche attraverso l’intitolazione del Centro Culturale di via Matteotti, affinché l’esempio di questo stimato pastore e concittadino continui a guidare le future generazioni.
“I saggi risplenderanno come lo splendore del firmamento; coloro che avranno indotto molti alla giustizia risplenderanno come le stelle per sempre, in eterno.” (Libro del Profeta Daniele 12, 3)
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