MUSSOMELI – Entro la fine dell’anno le testimonianze archeologiche della storia di Mussomeli e dintorni saranno finalmente fruibili al pubblico.

È questo il termine ultimo prospettato ieri dal vicesindaco Filippo Misuraca ai componenti dell’amministrazione junior in visita al Palazzo Municipale.

Una promessa fatta di fronte la porta d’ingresso serrata dell’Antiquarium Comunale, al di là della quale – ha detto – “è custodita la nostra storia”.

Un patrimonio di civiltà fatto di anfore, elmi, monete, e quant’altro è stato ritrovato negli scavi effettuati nel tempo nei siti di Raffe e Polizzello.

Oggetti a cui gli amministratori vogliono ridare dignità, a partire dalla loro stessa collocazione. Non più nei locali a piano terra del Comune ma a Palazzo Sgadari, da sempre indicato come unico luogo confacente a ospitare un museo, ma mai finora sfruttato a tale scopo.

Adesso, non solo si pensa di trasferire tutto ciò che per anni è stato “risepolto”, ma si spera anche di recuperare i tanti reperti “nostrani” esposti nei vari musei siciliani, a Caltanissetta in particolare.

Un progetto di riscatto e riconquista della propria memoria che è già stato illustrato all’assessore regionale ai Beni Culturali Sebastiano Missineo in visita lunedì scorso a Mussomeli, il quale ha promesso che di certo non tutti ma una parte, almeno una ventina, potranno essere custoditi nelle sale del nascente Museo Archeologico.

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