
Tre comunità, tre appuntamenti, un’unica storia da raccontare. È quella del Gruppo Storico Abatellis Branciforti Conti di Cammarata – Duchi di San Giovanni Gemini, impegnato in un intenso percorso attraverso alcuni dei più significativi appuntamenti culturali e religiosi dell’entroterra siciliano.
Dal Corteo Storico di Mussomeli alla festa di Santa Rosalia a Bivona, fino alla celebrazione del Santissimo Crocifisso della Pioggia a Cammarata, il gruppo ha portato con sé costumi, simboli e memoria, trasformando ogni partecipazione in un’occasione per valorizzare le proprie radici e, al tempo stesso, creare nuovi legami tra territori, evidenziando storia, devozioni e tradizioni.
Un viaggio nel quale la rievocazione storica incontra la devozione popolare e nel quale il passato torna a vivere attraverso le persone e le comunità.
Mussomeli, tra cavalieri e memoria storica
La prima tappa è stata Mussomeli, dove il Gruppo Storico Abatellis Branciforti ha preso parte al tradizionale Corteo Storico, una manifestazione capace di trasformare le strade cittadine in uno scenario d’altri tempi. Il corteo rievoca l’arrivo a Mussomeli del re Federico III d’Aragona e coinvolge figuranti in abiti d’epoca, sbandieratori, tamburieri e giocolieri, accompagnando il pubblico fino al suggestivo Castello Manfredonico. In questo contesto, la presenza degli Abatellis Branciforti ha contribuito ad arricchire il racconto di una Sicilia medievale fatta di nobili casate, personaggi, simboli e vicende che ancora oggi appartengono alla memoria collettiva dell’Isola. “Partecipare a queste manifestazioni”, spiega la presidente e fondatrice Irene Catarella, “significa per noi molto più che prendere parte a una sfilata. Ogni volta che indossiamo gli abiti storici sentiamo la responsabilità di rappresentare la storia dei nostri territori e di portarla oltre i confini di Cammarata e San Giovanni Gemini. Siamo particolarmente felici di essere ancora una volta a Mussomeli, con la quale esiste da tempo un rapporto di amicizia e collaborazione”. Non si tratta, infatti, della prima presenza del gruppo nella cittadina nissena. Gli Abatellis Branciforti avevano già partecipato nel 2025 all’Antica Fiera del Castello, contribuendo ad animare il Castello Manfredonico insieme a tamburieri, sbandieratori e giocolieri e rappresentando, in quell’occasione, il territorio della provincia di Agrigento.
La partecipazione è stata accolta positivamente dall’Amministrazione comunale e dalle associazioni impegnate nell’organizzazione dell’evento. Il sindaco di Mussomeli Gianluca Nigrelli ha evidenziato l’importanza degli scambi tra realtà territoriali diverse, sottolineando come le manifestazioni storiche possano diventare occasioni concrete per raccontare una Sicilia composta da identità differenti, ma unite da radici comuni. Sulla stessa linea Seby Lo Conte, che ha rimarcato il ruolo svolto dai gruppi storici, dai volontari e dalle associazioni nella costruzione di un appuntamento capace di coinvolgere l’intera comunità. Un impegno condiviso anche dall’assessore Salvatore Castiglione e dalla presidente della Pro Loco Zina Falzone, che hanno posto l’accento sulla collaborazione tra istituzioni, associazioni, cittadini e operatori del territorio. Anche l’onorevole Giuseppe Catania, oggi vicesindaco di Mussomeli con deleghe, tra le altre, al turismo e al marketing territoriale, ha sottolineato la funzione della rievocazione storica come strumento di promozione del territorio. Raccontare il passato, infatti, può significare anche accendere i riflettori sul patrimonio culturale, sul Castello Manfredonico e sull’identità di una comunità, attirando l’attenzione di visitatori provenienti da altri territori.
A Bivona la storia incontra la devozione
Dal fascino della rievocazione storica alla dimensione religiosa. Il secondo appuntamento ha condotto il gruppo a Bivona, in occasione dei festeggiamenti in onore di Santa Rosalia, patrona della città. Gli Abatellis Branciforti hanno accompagnato la processione del prezioso simulacro, partita dalla Chiesa di Santa Chiara e sviluppatasi lungo via Roma, nel cuore del centro cittadino. La loro presenza si è inserita in una celebrazione particolarmente sentita dalla comunità bivonese, dove la devozione a Santa Rosalia costituisce una delle tradizioni religiose più profonde e radicate. Un legame ulteriormente valorizzato dal recente Giubileo Rosaliano, celebrato in occasione del quattrocentesimo anniversario della proclamazione della Santa a patrona di Bivona. In questo scenario, la presenza del Gruppo Storico ha assunto un significato particolare: due patrimoni differenti, quello storico e quello religioso, si sono incontrati dando vita a un ideale ponte tra memoria, fede e identità. “Essere presenti a Bivona per Santa Rosalia è per noi motivo di grande orgoglio”, afferma Irene Catarella, “perché la nostra attività non consiste soltanto nel vestire abiti d’epoca. Il nostro obiettivo è raccontare una storia, trasmettere emozioni e mettere in relazione passato e presente. Partecipare a una celebrazione religiosa significa non solo rappresentare con rispetto Cammarata e San Giovanni Gemini, ma anche come la devozione religiosa di Santa Rosalia si tramandi di generazione in generazione fin dall’antichità”. Il sindaco Milko Cinà ha accolto con favore la partecipazione degli Abatellis Branciforti, evidenziando il valore dell’incontro tra la tradizione storica siciliana e la devozione che lega Bivona alla propria patrona. Per l’arciprete don Marco Vella, invece, il significato più profondo della festa risiede nella capacità della tradizione di continuare a parlare alle persone e di coinvolgere generazioni diverse. La figura e lo stile di vita di Santa Rosalia rappresentano, secondo il sacerdote, un esempio ancora attuale. Un messaggio condiviso anche da Maria Balsamo, in rappresentanza del Comitato dei festeggiamenti 2026, che ha ricordato l’impegno e la dedizione delle numerose persone che ogni anno rendono possibile la realizzazione della festa.
Cammarata, il ritorno alle origini
L’ultima tappa ha avuto un significato ancora più intenso per il gruppo: il ritorno a Cammarata, luogo profondamente legato alla storia degli Abatellis e dei Branciforti e alla stessa identità del sodalizio.
In occasione delle celebrazioni dedicate al Santissimo Crocifisso della Pioggia, gli Abatellis Branciforti hanno preso parte alla manifestazione, ritrovandosi al centro di un contesto nel quale storia, fede e tradizione si intrecciano in maniera particolarmente forte. A Cammarata, infatti, la rievocazione assume una dimensione personale e identitaria. Le vicende delle famiglie Abatellis e Branciforti sono strettamente connesse alla storia del territorio e la partecipazione del gruppo rappresenta, quindi, anche un simbolico ritorno alle proprie origini. Particolarmente significativo è il rapporto con la Chiesa dell’Annunziata, il monastero delle Benedettine e la devozione al Crocifisso della Pioggia, temi che Irene Catarella aveva già approfondito in una precedente rievocazione interpretando la figura della Contessa Margherita Abatellis Branciforti e riportando alla luce una pagina importante della storia civile e religiosa di Cammarata. “Tornare a Cammarata e raccontare la storia del Crocifisso della Pioggia, così profondamente legata alle casate che rappresentiamo, significa tornare alle nostre radici”, sottolinea Catarella, “La storia degli Abatellis e dei Branciforti appartiene profondamente a questo territorio e attraverso la rievocazione vogliamo dimostrare che la memoria non è qualcosa di distante o immobile, ma una parte viva della nostra identità”. Soddisfazione è stata espressa anche dal presidente del Comitato SS. Crocifisso della Pioggia, che ha ringraziato il gruppo per la partecipazione e per il contributo offerto alla manifestazione.
Una Sicilia che si racconta attraverso le proprie radici
Mussomeli, Bivona e Cammarata hanno rappresentato tre momenti diversi, ma profondamente collegati. A Mussomeli il gruppo ha dato vita, attraverso costumi e presenza scenica, a un viaggio nella storia medievale, tra dame, cavalieri, gonfaloni, tamburi, sbandieratori e giocolieri. A Bivona ha accompagnato una comunità nel momento più importante della propria devozione a Santa Rosalia, entrando con rispetto in una tradizione religiosa fortemente radicata. A Cammarata, infine, ha ritrovato il legame più diretto con la propria storia, tornando nel territorio al quale la propria identità è indissolubilmente legata.
Tre esperienze differenti, unite da una stessa idea: la storia non appartiene soltanto ai libri o ai monumenti, ma continua a vivere quando una comunità sceglie di raccontarla e tramandarla.
È proprio questa la missione del Gruppo Storico Abatellis Branciforti Conti di Cammarata – Duchi di San Giovanni Gemini, nato per mantenere viva la memoria delle famiglie Abatellis e Branciforti e del loro legame con Cammarata e San Giovanni Gemini.
Nel 2026 il gruppo ha inoltre ricevuto dalle Amministrazioni comunali di Cammarata e San Giovanni Gemini il riconoscimento di Gruppo Storico Ufficiale e Ambasciatore di Pace delle due comunità.
Un riconoscimento che si inserisce in un percorso nel quale la rievocazione storica diventa anche divulgazione, inclusione, promozione del territorio, attenzione all’ambiente e occasione di dialogo tra realtà differenti.
“Il nostro compito”, ha concluso Irene Catarella, “è raccontare chi siamo e da dove veniamo. Vogliamo valorizzare la storia di Cammarata e San Giovanni Gemini, ma anche costruire relazioni con le altre comunità siciliane. Crediamo che la storia possa diventare un linguaggio capace di mettere in comunicazione persone, territori e generazioni”.
E così, tra castelli e cortei, processioni e antiche devozioni, il Gruppo Storico Abatellis Branciforti continua il proprio cammino.
Un viaggio attraverso una Sicilia che custodisce gelosamente la propria memoria, ma che sa anche trasformarla in un’occasione di incontro.
Perché ricordare il passato non significa rimanere fermi nel tempo. Significa conoscere le proprie radici per poter costruire nuovi ponti, nuove relazioni e nuove prospettive per il futuro.
















