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PALAZZO ADRIANO –  – Una moltitudine di pubblico, un luogo carico di storia e uno spettacolo capace di tenere tutti con il fiato sospeso. È stata una serata di grande partecipazione quella vissuta ieri a Palazzo Adriano, dove Kokalos – La mennula amara, scritto e diretto da Gabriella Vicari, ha raggiunto la sua sesta tappa della seconda edizione, trasformando il suggestivo Castello Federiciano in un autentico palcoscenico della memoria siciliana.

Il pubblico, numeroso e attento, ha seguito lo spettacolo con grande interesse, lasciandosi coinvolgere dalla narrazione e apprezzando moltissimo la qualità della rappresentazione. Una partecipazione calorosa, fatta di attenzione, emozione e applausi, che ha confermato la forza di un progetto capace di parlare direttamente al cuore delle comunità.

Perché Kokalos – La mennula amara è soprattutto un viaggio. Un viaggio nelle terre sicane, nella storia più antica della Sicilia, nei luoghi che ancora oggi custodiscono, tra pietre, paesaggi e tradizioni, la memoria di un’isola straordinariamente ricca di miti e identità.

E il Castello Federiciano non avrebbe potuto essere una cornice più appropriata.

Le sue antiche mura hanno accolto il racconto trasformandosi in parte integrante della scena. Il teatro si è fuso con il luogo.Il risultato è stato uno spettacolo immersivo, nel quale il pubblico non è rimasto semplice spettatore, ma è stato condotto dentro una dimensione nella quale passato e presente hanno finito per incontrarsi.

A rendere possibile questo particolare incontro tra arte e territorio è stato anche il prezioso contributo di Lino Cuttonaro, guida escursionistica e ambientale della Sicilia, da anni fortemente impegnato nella valorizzazione dei Monti Sicani, dei Monti di Palazzo Adriano e della Valle del Sosio.

Cuttonaro ha contribuito, insieme all’Amministrazione comunale di Palazzo Adriano, all’individuazione del Castello Federiciano come luogo ideale per accogliere lo spettacolo.

Una scelta che racconta molto più di una semplice location.

Racconta l’amore per un territorio e la volontà di valorizzarlo attraverso la cultura, mettendo in relazione il patrimonio dei luoghi con una storia che proprio da questa terra trae forza e significato.

È questa, del resto, la filosofia che anima il progetto della compagnia Ars’ura, con sede a Santa Margherita di Belice e presieduta da Kalo Morreale, protagonista dello spettacolo nel ruolo di re Kokalos.

Portare il teatro nei luoghi della memoria significa, per Ars’ura, restituire quei luoghi alle comunità attraverso un linguaggio universale e immediato. Significa far conoscere la storia non soltanto attraverso i libri, ma attraverso l’emozione di una rappresentazione vissuta dentro gli stessi spazi che ne evocano il passato.

La scrittura e la regia di Gabriella Vicari hanno dato forma a un racconto nel quale mito, storia e dimensione umana si intrecciano, mentre le coreografie di Chiara Geraci hanno arricchito la narrazione trasformando il movimento in un ulteriore strumento espressivo.

Al centro, la figura di Kokalos, re della Sicilia antica, restituita al pubblico attraverso una narrazione moderna e coinvolgente.

Anche il sindaco dott. Nicolò Graná e l’Amministrazione comunale hanno espresso apprezzamento per l’iniziativa, sottolineando l’importanza di ospitare a Palazzo Adriano un progetto che unisce teatro, cultura e riscoperta delle radici.

Il viaggio di Kokalos attraversa così le terre sicane come una sorta di grande itinerario teatrale. Ogni comunità offre il proprio paesaggio, la propria storia, le proprie pietre. E ogni volta lo spettacolo si arricchisce di nuovi significati.

A Palazzo Adriano il mito ha incontrato il Castello Federiciano.

E il pubblico ha risposto con entusiasmo.

La serata ha dimostrato ancora una volta quanto sia forte il desiderio di ritrovare, attraverso la cultura, il rapporto con le proprie radici.Il viaggio di Kokalos si conferma dunque come un’esperienza culturale capace di unire arte e territorio, storia e contemporaneità, memoria e partecipazione.

E Palazzo Adriano ne ha scritto una pagina particolarmente intensa.

Per una sera, il mito non è stato soltanto raccontato.

È tornato a vivere.