All’Eremo della Quisquina il 402° Anniversario del Ritrovamento della Grotta di Santa Rosalia

SANTO STEFANO QUISQUINA – La solenne funzione in onore del 402° Anniversario del Ritrovamento della Grotta di Santa Rosalia a Santo Stefano Quisquina è stata celebrata sul sagrato della chiesa, ancora chiusa per restauro, che sorge proprio accanto alla grotta, alla presenza di numerosissimi fedeli, presso l’Eremo dedicato alla Santa che ha salvato Palermo dalla peste. Don Giuseppe Alotto, arciprete di Santo Stefano Quisquina, ha presieduto la messa aiutato da Giovanni Castellano, giovanissimo frate domenicano locale che il 5 settembre nella Chiesa di San Domenico a Palermo diventerà sacerdote.

Nella sua omelia Don Giuseppe ha ricordato come per Santa Rosalia fosse chiaro che Gesù Cristo era il centro della sua vita, il suo sposo mistico, così come ricorda l’incisione all’ingresso della grotta che la Santuzza stessa ha scritto durante i suoi 12 anni di permanenza come eremita nel bosco della Quisquina. Inoltre, Don Alotto ha ringraziato la Santa per essere sempre vicina a chi chiede la sua intercessione presso Dio. Al termine della celebrazione, tutti i presenti si sono recati in processione alla grotta dove hanno fatto l’atto di affidamento alla Santuzza. Presente il Comitato dei Festeggiamenti di Santa Rosalia del 2026, la cui Presidente Giovanna Ferraro ha sottolineato come si cresce con questa devozione che si tramanda di generazione in generazione. Il ventitreenne Fra Giovanni Castellano ha manifestato la sua gioia per l’imminente ordinazione ricordando che un sacerdote ha la grande responsabilità di essere portavoce di Cristo e, da buon stefanese, ha evidenziato l’ammirazione verso Santa Rosalia che ha vissuto isolata da tutti, ma in perfetta comunione con Cristo.

Santa Rosalia è un esempio di forza, determinazione, fede per ogni donna e ogni fedele che ama fermamente Cristo e vuole vivere testimoniandolo giorno dopo giorno, rinunciando ad agi e futilità, come dimostra il dipinto dentro la Chiesa, la cui riproduzione ha fatto da sfondo alla messa, che raffigura la Santa mentre disdegna profumi e gioielli per rivolgersi solo alla croce di Cristo che tiene stretta a sé.