La Chiesa Madre di San Giovanni Gemini sarà elevata a Santuario Diocesano di Gesù Nazareno

SAN GIOVANNI GEMINI  – Una notizia attesa da anni e accolta con profonda emozione ha segnato i solenni festeggiamenti del 2026 in onore di Gesù Nazareno. Al termine della celebrazione eucaristica che ha concluso la tradizionale processione dei ceri votivi, il vicario generale dell’Arcidiocesi di Agrigento, don Giuseppe Cumbo, ha annunciato ufficialmente che l’arcivescovo Alessandro Damiano ha espresso il proprio benestare affinché la Chiesa Madre di San Giovanni Gemini venga elevata a Santuario Diocesano di Gesù Nazareno.

L’annuncio, giunto durante una delle giornate della festa più sentite dalla comunità sangiovannese, ha suscitato applausi e commozione tra i fedeli che ogni anno rinnovano la propria devozione al venerato Crocifisso di Gesù Nazareno custodito nella Chiesa Madre.

Nel corso dell’omelia, don Giuseppe Cumbo ha richiamato il significato universale della figura di Cristo, sottolineando come Gesù Nazareno rappresenti il centro della fede cristiana. «Gesù è di tutti – ha affermato – perché si è fatto uomo per salvare l’umanità, abbracciandola dalla croce con il suo amore».

L’atto ufficiale di elevazione sarà celebrato il prossimo 14 settembre, in occasione della festa dell’Esaltazione della Santa Croce. Sarà proprio l’arcivescovo Damiano a presiedere la solenne celebrazione durante la quale verrà letto il decreto che conferirà alla Chiesa Madre il nuovo status di Santuario Diocesano. Un traguardo sostenuto con forza dall’intera comunità. Nei mesi scorsi, infatti, sono state raccolte oltre 3.400 firme a sostegno della richiesta, segno tangibile di una devozione profondamente radicata nel territorio e condivisa da generazioni di fedeli.

Visibilmente commosso, l’arciprete don Gianluca Arcuri ha definito il riconoscimento come «un momento straordinario per tutta la comunità». “È un’emozione forte – ha dichiarato – perché ancora una volta ci ritroviamo attorno a Gesù Nazareno. Questa festa ci aiuta a riscoprire il significato autentico della nostra fede e del nostro legame con Gesù Cristo, Figlio di Dio, via, verità e vita”.

Per il parroco, l’elevazione a Santuario non rappresenta soltanto un titolo onorifico, ma soprattutto il riconoscimento del valore storico, culturale e religioso della Chiesa Madre di San Giovanni Gemini: “È qui che è custodito il Crocifisso di Gesù Nazareno che tutti veneriamo, invochiamo e ringraziamo. Adesso attendiamo la celebrazione ufficiale e la lettura del decreto da parte dell’arcivescovo. Sarà l’inizio di un nuovo percorso che ci porterà a valorizzare sempre di più questo luogo di fede e ad accogliere pellegrini provenienti da un territorio sempre più vasto”. Don Arcuri ha inoltre evidenziato l’importanza di far conoscere non soltanto la festa, ma anche il patrimonio spirituale custodito nella Chiesa Madre. Un impegno che punta a trasformare il futuro Santuario in un punto di riferimento per la devozione a Gesù Nazareno nell’intero territorio agrigentino e oltre.

Particolarmente significativo è il Crocifisso nero venerato dai fedeli, simbolo identitario della comunità. Sul capo del simulacro spicca la preziosa corona d’oro realizzata nel 1961 grazie alle donazioni dei sangiovannesi, come i coniugi Cavaliere Peppe Pellitteri e Maria Lo Bue che donarono, come tanti altri, persino le loro fedi nuziali. La corona è un’opera che, come ha ricordato l’arciprete, possiede soprattutto un profondo valore spirituale: “Più che il valore materiale dell’oro, conta il significato che essa rappresenta: la sofferenza, il dolore e l’amore offerto da Cristo per l’umanità”. La corona viene portata in processione nei momenti più significativi della festa: il venerdì sera, insieme con la Santa Croce proprietà della famiglia Napoli, durante la processione dei ceri votivi e nella celebrazione conclusiva sempre con la Santa Croce. Un segno che continua a unire la comunità attorno alla figura del Nazareno e alla sua storia di fede.

Soddisfazione è stata espressa anche dal sindaco Dino Zimbardo, che ha sottolineato l’importanza del riconoscimento non solo sul piano religioso, ma anche su quello sociale per l’intera cittadinanza. L’elevazione a Santuario Diocesano rappresenta infatti il riconoscimento ufficiale di un patrimonio spirituale e identitario che da secoli accompagna la storia di San Giovanni Gemini.

E con la gioia della tradizionale festa di giugno appena finita, dopo l’arrivo del Carro trionfale e la processione della corona e della croce che ritorna a Santa Lucia, nei cuori, in realtà, la festa continua nella lieta attesa dell’appuntamento del 14 settembre ormai all’orizzonte. La comunità si prepara dunque a vivere una nuova pagina della propria storia religiosa. Un percorso che, sotto il segno di Gesù Nazareno, guarda al futuro senza dimenticare le profonde radici di fede che continuano a caratterizzare il paese.