
CAMMARATA – Lo scorso 13 febbraio, nei locali dell’Auditorium comunale di Cammarata, studentesse, studenti e docenti dell’IISS Archimede, diretto dalla Dirigente Giusi Gugliotta, hanno avuto la straordinaria opportunità di incontrare la filosofa e scrittrice Michela Marzano, la cui ultima pubblicazione, il romanzo Qualcosa che brilla, ha rappresentato lo spunto per la costruzione di un dialogo intenso, emozionante, per molti versi spiazzante e dirompente.
L’evento era in questa occasione patrocinato dalle amministrazioni comunali di Cammarata e San Giovanni Gemini e si è aperto con i saluti della Dirigente e delle autorità istituzionali presenti.
La presenza di Michela Marzano si inserisce in un percorso che l’Istituto Archimede ha intrapreso e curato da molti anni, il Progetto lettura- incontro con l’autore, un’iniziativa proposta agli studenti sulla base di una convinzione: l’importanza, anzi la necessità, l’urgenza di organizzare attività che possano promuovere il confronto e il dibattito su temi di grande attualità.
Michela Marzano è scrittrice, filosofa, autrice di numerosi saggi di filosofia morale e politica. L’analisi della fragilità della condizione umana rappresenta il punto di partenza delle sue ricerche e delle sue riflessioni filosofiche. É docente di Filosofia morale presso l’Università Paris Descartes, ora Paris-Cité, dove è Preside del dipartimento di Scienze sociali.
La sua ricerca si concentra sullo statuto del corpo e sulla condizione umana nell’epoca contemporanea, con particolare attenzione alla giustificazione morale delle scelte e delle decisioni individuali, sia in ambito medico e bioetico, sia nelle questioni morali, sociali e politiche legate alla libertà del corpo e all’esercizio della violenza. È editorialista del quotidiano “La Repubblica”. Tra i suoi libri in italiano La filosofia del corpo (Genova 2010); Etica Oggi. Fecondazione eterologa, “guerra giusta”, nuova morale sessuale e altre questioni contemporanee (Trento 2011); Volevo essere una farfalla (Milano 2011); L’amore è tutto: è tutto ciò che so dell’amore (Torino 2013); Il diritto di essere io (Roma-Bari 2014); Non seguire il mondo come va. Rabbia, coraggio, speranza e altre emozioni politiche (Torino 2015); Papà, mamma e gender (Torino 2015); i romanzi: L’amore che mi resta (Torino 2017); Idda (Torino 2019); Stirpe e vergogna (Milano 2021, Premio Mondello); Sto ancora aspettando che qualcuno mi chieda scusa (Milano 2023).
Qualcosa che brilla è un romanzo corale che dà voce agli adolescenti e alle loro fragilità e che pone in rilievo l’urgenza dell’ascolto, della cura con la parola e con la condivisione.
L’autrice dà voce al profondo malessere che troppo spesso attanaglia gli adolescenti, e lo fa con una forza emotiva e una sincerità che spiazza e commuove, ma allo stesso tempo induce alla riflessione, a rivedere alcuni comportamenti inconsapevolmente errati che assumiamo di fronte a situazioni di grande fragilità: un punto focale, infatti, che accomuna tutti i personaggi del romanzo è il loro desiderio impellente di non essere trasparenti, ma di essere visti, di essere ascoltati, di essere aspettati. L’opera è rivolta agli adolescenti, ma anche agli adulti, genitori, insegnanti, figure di supporto che desiderano comprendere i disagi che vivono i giovani e di essere loro di aiuto. Il Romanzo si configura come un ponte che possa mettere in connessione due mondi, due generazioni, il libro esplora le dinamiche di ascolto e di cura, mettendo al centro la persona e non i sintomi o la malattia da curare, attraverso un approccio empatico, l’unico, forse, in grado di fare brillare la luce che ognuno dei ragazzi porta dentro di sé.
Numerose sono state le osservazioni e le domande rivolte alla scrittrice da parte dei ragazzi, che avevano in precedenza letto e analizzato il testo.
È emerso un interessante e per nulla convenzionale confronto su tematiche forti, che spaziavano dal ruolo che gli adulti hanno nella formazione dei giovani e nella costruzione della loro identità, all’attenzione necessaria nei confronti del disagio, della fragilità, del malessere, delle solitudini che spesso gli adolescenti si trovano ad affrontare.
La scrittrice si è dimostrata un’eccezionale comunicatrice, grintosa, tenace, genuina e ha stabilito un contatto empatico e coinvolgente con i ragazzi, rendendo l’evento non solo piacevole e dinamico, ma soprattutto un’occasione preziosa di alto valore formativo.
A margine di questo straordinario incontro, ci sentiamo di condividere e sottoscrivere una riflessione dell’autrice:
“I giovani vengono definiti fragili, poco impegnati, disattenti, ma in verità sono lo specchio della società. Non fanno altro che rimandarci l’immagine di ciò che noi adulti siamo. Dovremmo ascoltarli in silenzio, e anziché portarli dal dottore chiedendogli di guarirli, chiederci come mai non siamo stati capaci di aiutarli a diventare grandi”.














