Giornata Mondiale del Rifugiato: a Cammarata una bella festa di condivisione e integrazione

CAMMARATA – C’era una bella atmosfera nell’Area Verde di Santa Maria, sabato scorso, per la Giornata Mondiale del Rifugiato, organizzata dall’Istituto M.A. Longo SAI di Cammarata. Sebbene il pomeriggio fosse ancora troppo caldo, c’era un’aria di cordialità e festa, perché è stata davvero una bella festa. Il mercatino delle pulci, al quale hanno partecipato l’Associazione Arca, la Comunità alloggio per Disabili psichici Aurora, Vides Nuova frontiera salesiana di Cammarata, Comunità alloggio per anziani Gesù Nazareno e don Ciccino La Placa, Comunità della Speranza onlus e la Fraternità Francescana, ha dato il via all’evento. Ognuno sui propri banchetti esponeva oggetti artigianali oppure raccolti per l’occasione, proponendoli ai visitatori, che con piacere osservavano prima di scegliere il loro preferito. Abbiamo incontrato e rivolto qualche domanda a suor Nella Cutrali  dell’Istituto M.A. Longo.

Buon pomeriggio suor Nella. Come mai avete scelto quest’Area di Santa Maria?
“Buon pomeriggio a voi. La scelta di questo luogo è stata ispirata anche dal fatto che noi con i ragazzi della comunità ci prendiamo cura di questo bene, anche perché da sole non potremmo farcela. Noi da un po’ di tempo ci prendiamo cura di questo bene e cerchiamo di sensibilizzare i ragazzi ad aver cura della terra, il nostro bene principale, e allora abbiamo pensato di fare una scelta, anche a livello educativo e abbiamo chiesto all’Amministrazione comunale di Cammarata, di assegnarci una villetta, un giardino un piccolo parco per prendercene cura e ci hanno assegnato questa villetta. Periodicamente i ragazzi vengono a fare pulizia e occuparsi delle piante. E abbiamo pensato di utilizzarlo cominciando ad organizzare delle piccole manifestazioni, cose semplici, cose alla mano per i bambini alle quali hanno partecipato anche le persone del quartiere”.

Abbiamo visto che è stato organizzato un mercatino delle pulci e un manifesto della Giornata Mondiale del Rifugiato.
“Sì, in realtà la giornata mondiale del Rifugiato è il 20 giugno, ma non è stato possibile organizzarla per quella data per diverse esigenze contingenti e quindi abbiamo pensato di svolgerla oggi. Quest’anno la manifestazione si contraddistingue perché abbiamo coinvolto le associazioni del territorio, con le quali noi collaboriamo da anni, per poter inserire i ragazzi in attività di integrazione e abbiamo pensato di realizzare questo mercatino che si sta rivelando molto grazioso”.

Ci sono previste altre attività per oggi?
“Sì, sì, la giornata non finisce qui. Abbiamo coinvolto parecchie donne africane con le loro famiglie che sono presenti sul territorio che si sono inserite benissimo nel contesto di Cammarata e San Giovanni Gemini e insieme ai nostri ragazzi hanno organizzato una sfilata di abiti tradizionali, proprio per dare un tocco della loro tradizione che è qui presente e sempre loro e i nostri ragazzi saranno i protagonisti di alcune esibizioni canore. Poi ci saranno delle degustazioni offerte dal comune, dalle associazioni presenti e anche dal nostro istituto”.

Quanti ragazzi sono presenti in istituto?
“Noi abbiamo una comunità di seconda accoglienza che ospita dodici ragazzi provenienti da diverse nazioni e poi ci sono molti che uscendo dalla comunità si sono inseriti sul territorio di Cammarata e San Giovanni Gemini. E devo dire che stanno bene, alcuni vi abitano con le loro famiglie, con i loro figli e l’istituto è diventato un punto di riferimento. Si sono integrati benissimo, lavorano i loro bambini si sono inseriti bene a scuola e devo dire che è un percorso ottimo, anche perché noi operiamo dal 2006.E voglio aggiungere una cosa. Ormai fa parte della nostra storia un editoriale che pubblichiamo una volta l’anno che raccoglie le esperienze e le testimonianze dei nostri operatori e delle associazioni con le quali noi collaboriamo. L’editoriale si chiama Ambe Békéle è un termine in lingua mantinga e significa Siamo uguali, e raccoglie le esperienze di tutto l’anno. Ed è un bene prezioso perché si vede tutto il percorso delle nostre attività con i ragazzi che noi accogliamo”.

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