Per il DiProSiLaC è tempo di bilanci: incontro con Musumeci e Scilla

CAMMARATA – A conclusione della Fiera Agroalimentare Mediterranea è tempo di bilanci. Sicuramente positiva ed incoraggiante la manifestazione che, oltre a mettere in evidenza  il meglio della nostra zootecnia e del nostro agroalimentare e della meccanizzazione, ha concretamente espresso la voglia di ripresa da parte di tutti e soprattutto da parte degli imprenditori. Il DiProSiLaC è stato attivamente e non solo con la esposizione e la presentazione e promozione dei cinque formaggi siciliani con denominazione di origine protetta (Ragusano Dop, Pecorino Siciliano Dop, Piacentinu Ennese Dop, Vastedda della Valle del Belice Dop  e della Provola dei Nebrodi Dop) e per rappresentare le iniziative per la valorizzazione del latte crudo siciliano (sia vaccino che ovicaprino), ma anche per far sentire la voce e le ragioni della filiera lattiero casearia siciliana e degli allevatori in particolare.

Come preannunciato il Distretto ha approfittato della presenza del Presidente della Regione, on. Nello Musumeci e dell’Assessore Regionale dell’Agricoltura, on. Tony Scilla, oltre che dei Parlamentari Regionali della provincia di Ragusa, per consegnare e presentare il documento approvato dalla assemblea distrettuale lo scorso 21 settembre, per rappresentare il disagio degli allevatori costretti a produrre in perdita perché il prezzo del latte alla stalla, non remunerativo, è di gran lunga inferiore ai costi sostenuti per produrlo. E se da un lato sono state sollecitate iniziative e provvedimenti per scongiurare la chiusura di altri allevamenti, dall’altro è stata offerta la massima disponibilità per il concreto avvio della certificazione del latte crudo QS (qualità sicura garantita dalla regione Sicilia) e del monitoraggio del latte prodotto e trasformato in Sicilia e nel paese, al fine di assicurare la corretta tracciabilità dei prodotti lattiero-caseari con la possibilità di distinguere quelli ottenuti dalla lavorazione del latte siciliano da quelli ottenuti dalla lavorazione del latte, delle cagliate e dei semilavorati importati, di non chiara origine e senza affidabili garanzie sul piano qualitativo. Ai rappresentanti del Governo Regionale è stata chiesta la convocazione di uno specifico incontro per l’approfondimento del documento,  e sono stati sollecitati interventi specifici per l’adeguamento della struttura operativa del Corfilac alle complessive esigenze della filiera e degli allevatori e per il superamento di ogni ostacolo per la introduzione in Sicilia della misura 14 in materia di benessere animali.

“Coi vice-presidenti, Salvatore Cascone e Sebastiano Tosto, abbiamo voluto approfittare della Fiera non solo per esprimere la voglia di una auspicata e possibile ripresa, ma anche per rappresentare le difficoltà e le non indifferenti problematiche che affliggono, e non poco, gli allevatori – ha precisato il presidente Enzo Cavallo. Sul prezzo del latte, argomento di drammatica attualità, aspettiamo con ansia e particolare interesse l’esito dell’incontro già convocato a Roma dal ministro Patuanelli per il prossimo 30 settembre. Per questo abbiamo voluto incontrare i rappresentanti del governo regionale affinché possano far sentire, sul piano isitituzionale, la voce e le preoccupazioni dei nostri allevatori. La questione investe tutto il settore zootecnico nelle varie regioni,  ma assume aspetti di insostenibilità in Sicilia e soprattutto a Ragusa dove si produce oltre il 76% del latte vaccino siciliano. E’ auspicabile una azione che, col coinvolgimento di tutti i soggetti interessati, possa determinare il superamento delle enormi difficoltà del momento, fermo restando che, intanto, occorre puntare con la massima determinazione alla certificazione del latte QS ed all’avvio del monitoraggio per facilitare la valorizzazione commerciale ed il consumo del latte munto in Sicilia”.

COMUNICATO 

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