La scrittrice Andrea Marcolongo incontra gli studenti del Liceo Scientifico di Cammarata

CAMMARATA –  Giovedì 15 aprile 2021 gli alunni e i docenti del Liceo Scientifico “Madre Teresa di Calcutta” di Cammarata hanno avuto il piacere e l’onore di ospitare in maniera virtuale la scrittrice Andrea Marcolongo, autrice del libro “La lezione di Enea”. L’evento ha avuto inizio alle ore 10,00 e si è aperto con i saluti da parte del dirigente scolastico Graziella Parello. La parola è passata poi alle professoresse Giovanna Licata Caruso e Lucrezia Alferi, docenti di lettere, che hanno evidenziato l’importanza della manifestazione e la pertinenza dei temi affrontati rispetto alla drammatica attualità. Terminato il momento introduttivo, l’incontro è proseguito con l’intervento della scrittrice.

Il progetto “Incontro con l’autore” è un’iniziativa che il Liceo di Cammarata porta avanti ormai da diversi anni e che rappresenta per noi ragazzi un indispensabile momento di crescita umana e culturale: oggi più che mai la realizzazione di eventi come questo acquista un significato di particolare rilevanza, forse perché abbiamo bisogno di punti di riferimento, di valori autentici che soltanto la cultura, la conoscenza e quindi lettura ci possono fornire. Scopo del progetto è imparare a coltivare l’amore per la lettura, che può diventare rifugio, luogo sicuro dove nutrire sogni e speranze, fare esperienza, liberare l’immaginazione, conoscere se stessi…

Dopo la presentazione generale del libro “La lezione di Enea”, l’evento ha assunto i caratteri di un vero e proprio dibattito: a noi studenti è stata offerta l’opportunità di porre domande alla scrittrice Andrea Marcolongo, la quale si è mostrata disponibile nel rispondere ai nostri dubbi e ai nostri quesiti attraverso rimandi diretti al libro, talvolta arricchiti da curiosità e approfondimenti assenti nelle pagine. Abbiamo apprezzato la semplicità di una scrittrice che si è rivelata capace di rivolgersi a noi giovani con un tono tanto pacato quanto coinvolgente: dalle sue parole è emersa l’autenticità della sua passione per la cultura antica, per la classicità.

Andrea Marcolongo è una scrittrice e grecista di grande talento.  È laureata in lettere antiche ed è una grande viaggiatrice che ha vissuto in varie città. Tuttora abita a Parigi. Scrive di cultura e libri per tre importanti quotidiani del panorama giornalistico italiano: La Stampa, Repubblica e Il Messaggero. I suoi libri, tradotti in ben 21 paesi, parlano del suo amore per la lingua greca, che lei definisce geniale e che permette a chi usa tale lingua di fare i conti con sé stesso e di esprimersi in maniera semplice e onesta. Appena abbiamo avuto modo di iniziare il nostro incontro, la scrittrice ha dimostrato una grande padronanza della cultura classica e tanta passione per la letteratura ,  qualità evidenti  nel libro di cui abbiamo discusso.

“La misura eroica”, un’altra sua opera, racconta di un viaggio interiore, un percorso di maturazione che parte da noi stessi, se scegliamo di avere il coraggio di intraprenderlo, il coraggio di lasciarci tutto alle spalle, per riscoprire noi stessi e quindi approdare al porto della nostra felicità.

Il libro di Andrea Marcolongo parla dell’Eneide. Il poema di Virgilio è scritto in esametri e racconta delle vicissitudini di Enea, eroe sopravvissuto alla guerra di Troia. Dopo tale nefasto evento egli assume il compito di guida dei sopravvissuti in un viaggio in vari luoghi del Mediterraneo, alla ricerca di una nuova patria da fondare. Dopo diverse tappe, tra le quali la Sicilia e Cartagine, dove avrà un incontro amoroso, ma nello stesso tempo drammatico, con la regina Didone, riuscirà ad approdare nelle coste del Lazio. Qui, dalla sua discendenza, avrà origine la stirpe romana. Il libro di Andrea Marcolongo è un saggio argomentativo che ha l’intenzione di spiegarci qual è il vero valore della figura di Enea e del poema di Virgilio, da sempre incredibilmente bistrattato in favore dei poemi omerici.  Difatti il libro parte immediatamente con una premessa nella quale la scrittrice afferma che in tempi di pace siamo sempre stati attratti dalle storie estremamente intriganti, che vedono grandi eroi scontrarsi e uomini fare migliaia di viaggi in un mondo tutto da scoprire, nei suoi pregi e nei suoi difetti.  Ma è solo nei tempi di guerra, in cui tutto sembra perduto, che ci ricordiamo cosa abbia voluto suggerirci Virgilio: nella sofferenza non vi è niente di epico o di poetico, è qualcosa che in cuor nostro tutti rifiutiamo.

Per concludere, il libro è pieno zeppo di riflessioni sugli altri aspetti del poema virgiliano e tutto quello che lo ha tenuto al centro di varie vicende nel corso dei secoli. Viene anche citata a più riprese la figura di Dante. Ed è scritto, è bene ribadirlo, in uno stile molto intrigante e coinvolgente, capace di catturare l’attenzione e di suscitare riflessioni e richiami al presente.

L’Eneide ha per protagonista Enea, un personaggio vinto, che soffre e che piange, e per tale ragione la sua lettura è appropriata nei momenti di insicurezza e di paura. Ad ogni passaggio da un prima ad un dopo privo di certezze della Storia, o più semplicemente della nostra vita, avvertiamo la necessità di rifugiarci nei versi dell’Eneide: quando di notte si chiudono gli occhi con la consapevolezza che domani non sarà uguale a oggi e nemmeno a ieri. La lezione di Enea, la sua straordinaria attualità, è l’umanità che egli dimostra nell’affrontare sfide molto più grandi di lui. Dopo più di due millenni il messaggio di Virgilio conserva invariata la propria validità: il poeta ci insegna a resistere, a superare gli ostacoli che il destino oppone al nostro incedere, a sperare. Di fronte alla gravità dell’emergenza che oggi ci troviamo a dover gestire dobbiamo reagire come Enea, che cade e si rialza. Enea percepisce la fatica, ma nulla è più forte della sua pietas, il suo senso del dovere, la sua devozione ad un Fato che sembra prevedere soltanto infelicità e dolore. Ma dalla sofferenza deriva la gioia, dalla guerra la pace, dalle macerie la grandezza di Roma. La lezione di Enea rimane fondamentale nell’affrontare le grandi sfide.

Giacomo Scrudato e Leonardo Scibetta   IV B