Papa Francesco ha nominato don Alessandro Damiano Arcivescovo coadiutore dell’Arcidiocesi di Agrigento

AGRIGENTO – Papa Francesco ha nominato don Alessandro Damiano, vicario generale della diocesi di Trapani,  Arcivescovo coadiutore dell’Arcidiocesi di Agrigento. A darne l’annuncio, in diretta streaming, nel Palazzo Vescovile di Agrigento l’Arcivescovo, card. Francesco Montenegro alla presenza di una rappresentanza del Capitolo della Cattedrale,  del Presbiterio, del Seminario e della Curia. Contemporaneamente l’annuncio della nomina veniva dato dalla Sala Stampa della Santa Sede e presso il Palazzo Vescovile di Trapani da parte del vescovo Pietro Maria Fragnelli. “Quanto avviene  l’ho voluto io… – ha esordito così, dopo un breve momento di preghiera  – l’Arcivescovo Francesco – sono stato io a parlare con il Santo padre dicendogli di avere un vescovo coadiutore per potere continuare il lavoro pastorale alla mia scadenza quando andrò via. Il Papa- ha proseguito – ha accolto la mia proposta e in data 27 aprile è arrivata una lettera da parte della Nunziatura Apostolica che mi comunicava che il Santo Padre ha nominato mons. Alessandro Damiano del clero di Trapani, nuovo Arcivescovo coadiutore di Agrigento. L’arcivescovo, prima della benedizione, ha dato lettura del curriculum vitae di mons. Damiano e del messaggio che ha indirizzato  alla Chiesa agrigentina. Data l’emergenza sanitaria in corso non è stato ancora stabilito quando e dove avverrà l’ordinazione episcopale.

 

BREVE PROFILO BIOGRAFICO

Don Damiano è vicario generale della Diocesi di Trapani. Don Damiano è nato a a Trapani il 13 luglio 1960. È stato ordinato diacono nella Basilica San Giovanni in Laterano nell’ottobre del 1986, per l’imposizione delle mani e la preghiera consacratoria di S. Em. Cardinale Ugo Poletti. È stato ordinato presbitero nella Cattedrale San Lorenzo in Trapani, il 24 aprile 1987, da mons. Emanuele Romano. Ha conseguito Il Baccalaureato in Teologia presso la Pontificia Università Lateranense, Roma 1986; Specializzazione con Licenza in Teologia Morale presso l’Accademia Alfonsiana, Istituto Superiore di Teologia Morale, Roma 1995; Licenza in Diritto Canonico presso la Pontificia Università degli Studi San Tommaso, Roma 2002; parroco/Moderatore per la Prima unità pastorale, 20 settembre 1990; Vicario Giudiziale, Tribunale Ecclesiastico Diocesano – Trapani; Parroco della parrocchia Cristo Re, in Erice – Casa Santa dal 2003 al 2009; Parroco della parrocchia S. Teresa del Bambino Gesù, in Trapani dal 20.09.2009; Parroco della parrocchia Maria SS. Ausiliatrice, in Trapani – 20.12.2009.

Il MESSAGGIO DI MONS. DAMIANO ALLA CHIESA DI AGRIGENTO

Mons. Alessandro Damiano ha inviato un messaggio all’arcivescovo di Agrigento e alla Chiesa agrigentina. “Caro don Franco,  nello spirito del battesimo che tutti ci accomuna, mi permetto di rivolgermi a Lei con questa forma fraterna – scrive – Sin da adesso le esprimo la volontà di una collaborazione piena e libera in favore dell’intera Chiesa agrigentina. Attraverso Lei, nella gioia del Risorto, desidero salutare l’arcivescovo emerito, mons. Carmelo Ferraro, e tutta la comunità dei credenti che fa la Chiesa di Agrigento, laici, presbiteri, diaconi, seminaristi, religiosi e religiose, uomini e donne di buona volontà. In questo tempo inedito, esprima la mia vicinanza agli ammalati e a quanti se ne prendono cura tra le mura domestiche o presso gli ospedali, alle famiglie e ai lavoratori preoccupati per l’avvenire, ai migranti che, con cuore pieno di speranze, giungono nelle nostre coste. La prego di porgere il mio saluto cordiale anche alle autorità civili e militari che si adoperano per il bene comune di un territorio in cui non mancano bellezze e ferite, risorse e contraddizioni, attese e indifferenze. Venerdì scorso, 24 aprile, trentatreesimo anniversario della mia ordinazione presbiterale, ho ricevuto l’inaspettata telefonata del Nunzio Apostolico in Italia che mi comunicava la volontà di Papa Francesco di inviarmi al servizio della Chiesa di Agrigento come arcivescovo coadiutore. Questa singolare coincidenza, l’ho letta come una nuova e inattesa chiamata che accolgo con timore e tremore! La disponibilità espressa a Papa Francesco è il nuovo “sì” che rivolgo a Gesù, Pastore Buono, e alla Chiesa, Madre e Maestra. E il “sì” degli operai del Regno. È l’ottavo “sì” che ripeto in questi trentatré anni di ministero presbiterale. Il “prete” è chi governa la porzione del popolo di Dio cui è mandato, come il pastore pasce il gregge Egli non va in cerca di successi personali, quanto piuttosto, nella consapevolezza delle proprie fragilità, si sforza di riconoscere le meraviglie di Dio nella propria vita e dice, con verità e gratitudine, «ma guarda davvero cosa ha fatto il Signore… nonostante me e pur attraverso me»! Con queste sicurezze e con questi atteggiamenti mi preparo al cammino che faremo con Lei e con tutta la comunità diocesana”.

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