BIVONA – “Il 25 aprile è un fiore, è il fiore della speranza, è il fiore della libertà e della rinascita”. Sono le parole del Sindaco di Bivona, Milko Cinà, durante le celebrazioni per il 74° anniversario della Festa della Liberazione che si sono svolte in Piazza San Giovanni a Bivona. La manifestazione si è aperta con la deposizione della corona di alloro al Monumento dei caduti.

“Oggi siamo qui per commemorare tutti quegli italiani che si sono adoperati per la liberazione dell’Italia. Tutti quei padri, tutti quei figli, tutti quei mariti che sono morti e che non sono più tornati a casa. Non possiamo dimenticarcelo”. Così il Sindaco Cinà, visibilmente emozionato per la solennità del momento, per l’importanza storica che ha avuto il 25 aprile 1945 per la vita di tutti noi italiani. Ha poi ricordato e ringraziato De Gasperi, Nenni, Togliatti e tutti i padri costituenti per aver scritto la nostra Costituzione, “pagine che parlano di pace, di ripudio alla guerra, di uguaglianza”, e di quanto sia importante trasmettere ai giovani questi valori che ci hanno dato la libertà.

Presente alla manifestazione anche Don Marco Vella che ha voluto rendere omaggio alle persone che hanno lottato per la nostra nazione a costo anche della loro vita, “a ben ragione” – dice Don Marco – “li possiamo chiamare martiri della patria, della pace e della democrazia”.

“Vogliamo ricordare il sacrificio di molti nostri concittadini e sopratutto ricordare a noi stessi che la libertà è una conquista quotidiana”, dice il Presidente del Consiglio Gaspare Bruno, che con forza, con le sue parole, ci ricorda di essere consapevoli dell’eredità lasciataci dai partigiani, e di quanto importante è stata la lotta di quegli eroi che con il loro sacrificio ci hanno permesso, a noi generazioni future, di non conoscere mai la guerra.

A dare maggiore enfasi alla manifestazione la banda musicale “G. Rossini” diretta dal Maestro Ignazio Lo Pinto, che ha concluso le celebrazioni eseguendo l’Inno di Mameli.

Un giorno fondamentale per la nostra storia, per tutti gli italiani, ma ancora di più per i nostri nonni, i nostri zii, i nostri fratelli che hanno vissuto gli orrori della Guerra e del ventennio fascista. Vent’anni di dittatura e persecuzioni. Nonni e zii e fratelli che hanno lottato e sono morti per la nostra libertà, per liberarci dalla tirannia, da vent’anni di dittatura e persecuzioni, anni in cui anche le libertà inviolabili erano negate. Il 25 aprile 1945 i partigiani hanno donato la propria vita per la libertà di un popolo. Il 25 aprile 1945 la Resistenza liberò l’allora Regno d’Italia dall’occupazione nazifascista. Il 25 aprile 1945 l’Italia si risvegliò LIBERA.