CAMMARATA – Eccellenza, Promozione, Kamarat e uno sguardo sul suo presente e futuro professionale. Tanti i temi affrontati dal tecnico Pietro Infantino (nella foto in alto), contattato telefonicamente la scorsa settimana nel corso del programma “Domenica Sport – Fischio Finale” in onda sulle frequenze di Radio Gemini Centrale. L’allenatore cammaratese si è raccontato a 360° rispondendo alle nostre domande e alle nostre curiosità con un bilancio sul 2018 oramai ai titoli di coda.

L’ex tecnico fra le altre dell’ACR Messina in Serie D, si è concentrato inizialmente sul campionato di Eccellenza girone A che quest’anno si presenta abbastanza equilibrato e ricco di società con un passato glorioso. Suo il bilancio dopo le prime 15 giornate. “E’ un torneo a 2-3 squadre – ha esordito – perché credo che il Licata, il Canicattì e il Sant’Agata abbiano un altro passo rispetto alle altre. Hanno un blasone dietro e soprattutto una società forte, con giocatori adatti per la categoria e abituati a vincere. In Primavera sarà una lotta molto emozionante per la promozione in D. La differenza, nel corso del girone di ritorno, la farà ‘la società’ perché, oggi come oggi, fare calcio in queste categorie è diventato veramente difficile. Nonostante ciò, credo che quest’anno il valore del campionato si sia notevolmente alzato: non dimentichiamoci anche il Mazara, l’Alcamo, il Pro Favara, il Dattilo ed il Mussomeli. Con le difficoltà in Serie D e con la creazione della Serie C unica, penso che il livello fra i dilettanti sia ad oggi un ‘tantino’ superiore rispetto alle altre annate”.

La nostra intervista si allarga anche sulle nostre realtà locali, il Kamarat in particolare, visto l’attaccamento di Pietro Infantino con i colori biancoazzurri. “Ho visto tre partite del Kamarat quest’anno – ha spiegato – è una società che riesce a far calcio con un budget molto ridotto e con numerosi giocatori locali. Questo è un periodo molto difficile sotto l’aspetto commerciale, quindi sicuramente sono anni diversi da quelli passati. La squadra sta rispettando i propri obiettivi, ovvero salvare la categoria e cercare di inserire ragazzi locali, ma soprattutto di divertirsi. Ho visto un Kamarat molto combattivo nonostante l’età media bassissima. In rosa ci sono moltissimi 2000-2001 e credo che qui ci sia tutto il lavoro di Renato Maggio, un tecnico che per quanto mi riguarda non deve dimostrare niente a nessuno. Ricordo che l’anno scorso è stata fatta l’Eccellenza solamente con i giovani, quindi la Promozione rappresenta ad oggi una buonissima vetrina e un’ottima esperienza per i ragazzi. Credo che si possa mettere su una base per ripartire con più forza”.

Chiusura dedicata agli argomenti prettamente personali. Il tecnico di Cammarata spiega la sua posizione professionale. “Attualmente sono un tesserato dell’ACR Messina – ha ammesso Infantino – per cui non posso andare da nessun’altra parte. In Italia posso allenare solo questa squadra, mentre ho avuto dei contatti all’estero ma in questo momento, dopo anni e anni di sacrifici in giro per i vari campi, ho scelto di vivere la mia famiglia. Nei prossimi 4-5 mesi chissà, potrei essere richiamato per ritornare ad allenare l’ACR Messina, anche perché è l’unica squadra che posso guidare. Se non arriverà nessuna chiamata, ripartiremo più forte da giugno in poi. Voglio approfittare di questo spazio – ha concluso – per augurare buone feste a tutti i cammaratesi e sangiovannesi sportivi e non”.