VALLE DEL PLATANI – Rispolverati gli attrezzi ed effettuata un’attenta valutazione della qualità e del grado di maturazione, prende il via ufficialmente la raccolta del prezioso frutto della Valle del Platani, il pistacchio.

Come ogni anno in questo periodo, i pistacchieti del territorio attraversato dal fiume Platani (nei comuni di San Biagio Platani, Cammarata, San Giovanni Gemini, Santo Stefano Quisquina, Casteltermini, Cianciana e Alessandria della Rocca) si fanno teatro di una grande festa che coinvolge l’intera comunità. Dopo il monitoraggio della fase di maturazione, che comprende l’osservazione di dimensione, colore, gusto e sapore, le quattro principali caratteristiche che rendono unico al mondo questo pistacchio, uomini e donne si riuniscono nelle diverse aziende agricole per iniziare la raccolta, supportati come si faceva un tempo da semplici strumenti da lavoro. Distesi ai piedi degli alberi i teli in tessuto di notevole dimensioni, le “tenne”, si utilizza il “croccu”, un particolare uncino in ferro o in legno lungo circa 80 cm, per afferrare i rami più alti con maggiore delicatezza, così da agevolare i raccoglitori nello staccare i grappoli del frutto; infine la “coffa”, un cesto in vimini con una ampia apertura, permette di raccogliere i pistacchi direttamente dai rami.

Quello della zona del Platani è un pistacchio che vanta meriti speciali con le sue peculiari proprietà organolettiche e nutrizionali, al quale è stata attribuita una tipizzazione unica. Il frutto, conosciuto anche come lo smeraldo verde dei Sicani, è stato oggetto di studi dell’Università degli studi di Palermo e dell’Istituto zooprofilattico sperimentale della Sicilia.

A staccare i primi grappoli di pistacchio del 2018 saranno gli agricoltori delle zone più collinari dove la maturazione del frutto è già iniziata, un’annata in cui la produzione stimata si prevede buona e, come sempre, di qualità, nonostante quello in corso sia un anno di scarica. Il raccolto del pistacchio, infatti, si fa ogni due anni tra la fine di agosto e i primi di settembre, si tratta di un fenomeno naturale per cui la pianta alterna la produzione: un anno produce il frutto, mentre nel successivo non ne produce. Fortunatamente “le tecniche di coltivazione e potatura utilizzate – chiarisce Marcello di Franco, presidente dell’associazione che si occupa della tutela e della valorizzazione del pistacchio coltivato nel territorio bagnato dal fiume Platani – ci permetteranno di ottenere quasi una mezza carica, circa il 40-45% della produzione, per cui possiamo dire che anche quella di quest’anno sarà una buona annata per il nostro pistacchio”.