Anche se la zona dei Monti Sicani non è considerata tra quelle ad alto rischio amianto, tuttavia la presenza di questo pericoloso materiale ci costringe a fare delle considerazioni. In effetti, da quando è stata emanata la Legge 27 marzo 1992, n. 257 “Norme relative alla cessazione dell’impiego dell’amianto”, è stata avvertita dalla popolazione una problematica che fino ad allora era inesistente.
Per chi non lo sapesse l’amianto, chiamato anche asbesto, è un silicato con struttura fibrosa, utilizzato fin dai tempi remoti per le molteplici possibilità di utilizzo. In particolare è stato utilizzato il fibrocemento (cemento amianto), conosciuto commercialmente con il nome di Eternit formato da una miscela di cemento e fibre di amianto.
L’amianto è stato utilizzato nell’industria come isolante termico, nell’edilizia come copertura di edifici industriali e civili, come pareti divisorie e soffitti quali scuole e ospedali, nei trasporti come rivestimento isolante dei treni, autobus, navi, ecc. Anche le abitazioni sono ricche di amianto; oltre le coperture, ricordiamo le canne fumarie, i pavimenti vinilici (linoleum), i serbatoi di acqua, i cartoni posti a protezione delle stufe.
Il periodo di maggiore utilizzo, prevalentemente nell’edilizia, è stato nel periodo 1985-1993. Per effetto della legge n.257/92, dal 1993 non sono stati più prodotti e commercializzati materiali con amianto.
La pericolosità dei materiali contenenti amianto, dipende dall’eventuale rilascio di fibre nell’ambiente, l’inalazione delle fibre stesse provoca malattie all’apparato respiratorio (asbestosi, carcinoma polmonare e mesotelioma), quindi più friabile è il materiale a base di amianto più aumenta il rischio. Se immaginiamo l’utilizzo di smerigliatrici per la riparazione di tetti realizzato con lastre di eternit (cemento-amianto), o per qualsiasi altra operazione, è facilmente intuibile il rischio alla salute umana.
Le Regioni avevano (ed hanno) il compito di effettuare la mappatura delle industrie che in passato hanno materiali a base di amianto, nonché la mappatura dei capannoni e abitazioni con copertura in lastre di cemento-amianto. Purtroppo a distanza di venti anni dall’entrata in vigore della legge n.257/92 la mappatura è rimasta solo nelle intenzioni.
La legge ha solo prodotto la nascita di una miriade di società specializzate allo smaltimento del materiale, basta infatti fare una ricerca su internet per verificare quanto detto, ma, come prima accennato, il problema è sempre lì in attesa che qualcuno smuova le acque o, meglio, faccia qualcosa perché il mostro c’è ed è pronto a colpire. Basta, infatti il passaggio di una linea telefonica con lavori sotterranei per incontrare amianto e respirare fibre staccatesi da condutture per essere a rischio mesotelioma che si manifesta dopo qualche decennio.
Per chi non lo sapesse, sono ancora in corso oltre cento processi contro la Nuova Sacelit di San Filippo del Mela per varie patologie sviluppatesi a seguito di contatto con materiale fibroso di amianto.
Un curiosa notizia è che è difficile per i fumatori potere dimostrare che la patologie respiratorie sono dovute all’esclusivamente all’esposizione con materiale fibroso a base di amianto.
Attenzione: Non tutte le lastre ondulate dei tetti sono di eternit, quindi prima di prendere qualsiasi decisione, accertarsi che effettivamente si tratti di eternit. Una semplice lastra di cemento è classificata materiale inerte, quindi non ha problemi di smaltimento, mentre l’eternit ha bisogno di una procedura particolare per lo smaltimento, che è obbligatoria, pericolosa per la salute e costosa. Le numerose ditte autorizzate a tale smaltimento seguono anche le procedure burocratiche.
Presso le ASP esistono gli elenchi di medici specializzati incaricati al Servizio Prevenzione e Sicurezza in Ambiente di Lavoro (Spresal) a cui fare riferimento per qualsiasi richiesta.
Nella a zona dei Monti Sicani, oltre ai serbatoti di acqua e canne fumarie, esistono tante coperture in cemento amianto, specie i capannoni zootecnici costruiti negli anni ’60, che prima o poi dovranno essere smaltiti. Attenzione quindi, il mostro amianto è presente anche nella nostra zona che non va sottovalutato.
Oggi Il decreto ministeriale relativo al Conto Energia consente di “rimpiazzare il pericoloso amianto con pannelli fotovoltaici e ciò dà diritto a un premio di 5 centesimi di euro/kWh in più rispetto agli incentivi già in vigore”.
Infine, una notizia non ancora verificata, è che c’è la possibilità di smaltire gratuitamente l’amianto attraverso una semplice operazione. Il proprietario dell’immobile concede in affitto il tetto (si tratta più propriamente della cessione del diritto di superficie) che andrà bonificato e sul quale verrà installato l’impianto fotovoltaico.
Andrea Cammarata
















