
MONTI SICANI – Cresce il disagio per la sospensione della raccolta dei rifiuti da parte dei lavoratori dell’Ati – Associazione temporanea di imprese – che gestisce il servizio per conto dell’Ato Gesa Ag 2. Gli operai sono in agitazione perché non ricevono lo stipendio e si sono affidati anche a una nota ufficiale della funzione pubblica di Cgil-Cisl-Uil per manifestare il loro disagio.
L’Ati infatti nonostante le numerose richieste di dialogo si è chiusa nel silenzio. “E’ irritante il suo comportamento – si legge nel comunicato stampa congiunto -, che rimanda le interlocuzioni al proprio legale, dal quale legittimamente può farsi rappresentare, in un momento di grande emergenza a seguito della decisa protesta, che va avanti ormai da 10 giorni, da parte degli operatori ecologici che rivendicano, legittimamente, il diritto a ricevere il pagamento delle spettanze arretrate”.
Sono 19 i comuni consorziati, fra cui Cammarata, Casteltermini, San Giovanni Gemini e Sant’Angelo Muxaro.
E’ innegabile che il perdurare della mancata raccolta può portare a un rischio di epidemie, incentivate anche dalle temperature stagionali elevate. A tal proposito, numerose sono state le lamentele dei ristoratori locali, che hanno registrato un calo di prenotazioni e un temporaneo arresto del turismo eno-gastronomico tipico dei Monti Sicani.
Già il 1 aprile, la Domenica delle Palme, le tradizionali processioni si sono svolte percorrendo strade invase dai rifiuti e a Cammarata si sono verificati i primi episodi di incendi ai cassonetti, che più di risolvere il problema lo amplificano, in quanto dai roghi sprigionano nell’aria quantità elevate di diossina.
A dispetto del silenzio di molti dei comuni consorziati, il sindaco di Cammarata Vito Diego Mangiapane ha emesso un’ordinanza (la n. 16 del 30.03.2012) con cui viene imposto il divieto di conferire i rifiuti nei cassonetti per il periodo di emergenza.
Sempre a riguardo, nel mese di febbraio i consigli comunali di Cammarata e San Giovanni Gemini hanno approvato un progetto sperimentale per la gestione in proprio dei rifiuti. Il progetto è stato redatto dai tecnici dei due comuni e inviato al Dipartimento Acque e rifiuti della Regione Siciliana. L’obiettivo è l’abbattimento dei costi a carico dei cittadini e il miglioramento dell’efficienza servizio. L’idea è quella di fuoriuscire dall’Ato e dare vita a un servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani e di raccolta differenziata porta a porta gestito dai due comuni.
Dalla Regione, intanto, arrivano le prime dichiarazioni del sub-commissario per l’emergenza rifiuti, Domenico Michelon, che sta vagliando due ipotesi in particolare: quella di precettare i lavoratori oppure quella di affidare il servizio di raccolta ad altre imprese del settore.

















