VALLONE – Un consiglio provinciale animato, a cui hanno preso parte anche i sindaci dei Comuni del Vallone. Ordine del giorno il riconoscimento dello stato di calamità chiesto dalla V Commissione consiliare, nonché la grave situazione della viabilità a seguito del maltempo dei giorni scorsi. Un dibattito che ha surriscaldato gli animi. Nel corso dei lavori difatti i sindaci di Sutera Difrancesco e di Alimena Scivano si sono allontanati, protestando per il fatto che non scaturissero indicazioni concrete atte a superare l’attuale emergenza. Come lamentato sia dalla maggioranza Petralia (Udc) che dalla minoranza Cusumano (Pd) la richiesta non era supportata da un’istruttoria tecnica che consentisse di individuare anche le strategie di intervento. E il documento, così come impostato, non è stato approvato. Intanto dalla Protezione civile arriveranno 300.000 euro, a fronte dei 6 milioni e mezzo quantificati nella richiesta che il presidente dell’Ap Federico aveva già inoltrato al Dipartimento regionale. Mirisola (Udc), presidente della Commissione, ha ribadito l’inutilità di interventi tampone che non risolvono i problemi delle strade provinciali, e la necessità di guardare alle grandi opere coinvolgendo Anas e Protezione civile nazionale, e stimolando la redazione del piano territoriale per stabilire quali opere sono prioritarie in modo strategico. Ha dato inoltre la propria disponibilità come Commissione ad aprire appositi tavoli tecnici con l’Ap e i sindaci. Per Cusumano non basta solo la richiesta di stato di calamità, ma l’Ap – di cui ha criticato l’assenza in aula di presidente e assessore alla viabilità – deve promuovere un apposito tavolo istruttorio, con la politica che deve finalmente interloquire. “Le risorse finanziarie – ha aggiunto – servono qualora si è in condizioni di poterle spendere, ma qui ci si trova bloccati dai vincoli del patto di stabilità.” Ecco pertanto la sua proposta di chiedere al governo nazionale di poter derogare da tali vincoli in considerazione dello stato di emergenza che si sta affrontando. “Un’emergenza – ha aggiunto – in relazione alla quale l’amministrazione attiva deve capire di dover cambiare adesso la propria programmazione.” “Occorre attivare deputazione regionale e nazionale – ha proseguito Cascino (La Destra) – a difesa di un territorio dove non solo la viabilità è stata danneggiata, ma anche le colture.” Per Petralia il documento andava reimpostato alla luce intanto di una mappatura globale della viabilità territoriale, e di conseguenza dando indicazioni circa gli interventi da chiedere a Regione e Stato. L’assessore al bilancio Insalaco ha ricordato l’azione amministrativa svolta dall’esecutivo pur con le difficoltà operative imposte dal patto di stabilità e s’è detto pronto a qualunque tavolo di concertazione con i sindaci e gli altri rappresentanti del territorio. Ma dalla minoranza ha replicato con forti critiche Cirrone Cipolla (Pd) che ha denunciato come non vi si stata neanche una Giunta tematica su questo problema, ritenendo assurda la “concessione” di 300 mila euro dalla Protezione civile a fronte di una richiesta di 6 milioni e mezzo, chiedendosi di conseguenza chi vi sia ad interloquire con Palermo data la costante assenza in aula del presidente Federico, ma anche – ha aggiunto – della stessa maggioranza, e della deputazione nazionale che non ci rappresenta a Roma. “Cosicché – ha concluso – si deve parlare oggi di emergenza politica, oltre che viaria.”