CAMMARATA & SAN GIOVANNI GEMINI – Siamo ad una svolta significativa e storica. Il progetto di fusione dei due comuni della Montagna, avviato nel 2011, volge verso una tappa senza alcun precedente. Cammarata e San Giovanni Gemini, infatti, possono riscrivere la storia ed essere i primi in Sicilia ad avviare l’iter per l’oramai famosa “fusione”, quindi la fondazione di un nuovo e unico comune. Tra martedì 7 e mercoledì 8 novembre, i due Consigli Comunali – tramite due deliberazioni distinte – hanno approvato il progetto e avviato, di conseguenza, il processo di fusione che ci condurrà al referendum consultivo. I pareri dei cittadini sono del resto contrastanti: tra favorevoli e contrari, infatti, regna un grande punto interrogativo. In molti non vogliono perdere le tradizioni, altri invece sono favorevoli al cambiamento e ad una nuova esperienza che unirebbe quasi 15 mila anime. Della fusione e degli aspetti positivi e negativi ne hanno parlato i due Sindaci: Vincenzo Giambrone primo cittadino di Cammarata dal 2015 e Carmelo Panepinto a capo del comune di San Giovanni Gemini dal 2013.

VINCENZO GIAMBRONE: “SERVE CAUTELA, MOLTI MIEI CONCITTADINI SONO PREOCCUPATI” – “Ritengo che si debba agire con cautela – ha esordito – i cittadini vanno informati bene su quello che sta avvenendo. Con una fusione, ovviamente, potremo essere il comune più popolato e si potrebbe risparmiare avendo soltanto un’unica amministrazione. Se debbo parlare da semplice cittadino sono convinto che la fusione non possa fare bene, ma credo che l’unione sì. Abbiamo messo sul piatto gli aspetti positivi e negativi che una fusione può generare. Del resto – ha proseguito – in Sicilia non ci sono precedenti del genere”. Giambrone ha poi aggiunto: “Vivo molto nei mio paese e ascolto la gente. Molti miei concittadini sono preoccupati. A Cammarata abbiamo l’acqua pubblica, quindi con la fusione non sarebbe più così. Credo che molti cittadini voteranno di no, mentre i “fratelli” di San Giovanni Gemini penso siano più propensi. Io sono a favore dell’unione, ma per la fusione dobbiamo valutare bene. Ognuno deve decidere per sè: non farò alcuna campagna di convincimento. Siamo fratelli – ha concluso – ma è giusto che ognuno mantenga la propria identità”.

CARMELO PANEPINTO: “ESPERIENZA NUOVA E RICCA DI OPPORTUNITA’ ANCHE ECONOMICHE. LA DECISIONE SPETTA AI CITTADINI” – Parola, adesso, al Sindaco di San Giovanni Gemini. “E’ giusto che la politica faccia la sua proposta, ma la decisione spetta ai cittadini dei due territori. Nel percorso di fusione andremo incontro a delle difficoltà, però è una eventualità che racchiude delle opportunità anche di tipo economico. Quali? Contributi materiali e sgravi fiscali – ha spiegato Panepinto – pensando alla difficoltà che oggi i due comuni stanno vivendo. Il mio dovere è quello di mettere sul piatto delle opportunità, ma è la popolazione tutta che deve prendere la decisione finale. Cosa ne pensano i miei concittadini? Sono divisi a metà – ammette Panepinto – dico però di guardare oltre il muro ed essere lungimiranti. La fusione si farà solamente quando le due comunità si saranno convinte. Avremo circa 14.500 abitanti. San Giovanni Gemini non ha mai avuto nessun decremento della popolazione: nel 1942 eravamo un paese di 900 anime, adesso siamo 8.500. Noi come amministrazione stiamo svolgendo il nostro ruolo. Di certo se fra 10-15 anni si registrerà un’esperienza del genere a noi non verrà addossata alcuna colpa”.