BIVONA – “La controffensiva dei comuni siciliani contro lo ‘scippo dell’acqua’ è appena iniziata: con una lettera, che in qualità di sindaco di Bivona ho inviato al presidente dell’Assemblea Territoriale Idrica, ho fatto presente che l’articolo 14 del decreto legislativo 152 del 3 aprile 2006 prevede che nel caso di approvvigionamento idrico da fonti qualitativamente privilegiate che al tempo stesso ricadono in aree o parchi naturali, la gestione resti autonome. Queste due caratteristiche si riscontrano nelle fonti che riforniscono il comune di Bivona, che ricadono all’interno del Parco dei Monti Sicani: dunque la gestione deve restare al comune. Lo dice Giovanni Panepinto, vicepresidente del gruppo PD all’Ars a pochi giorni di distanza dalla sentenza della Corte costituzionale che ha bocciato definitivamente il cuore della legge sull’acqua approvata dall’Ars due anni fa e che, nelle intenzioni di governo e maggioranza, doveva portare alla ripubblicizzazione del settore affidato in alcune province ai privati con conseguente incremento delle tariffe.

La norma, che prevedeva il taglio delle tariffe, la riduzione delle concessioni ai privati e l’avvio della ripubblicizzazione del settore è stata smontata dai giudici costituzionali dopo l’impugnativa di Palazzo Chigi.

“Sia chiaro – aggiunge Panepinto – questo è solo il primo passo della mobilitazione che sta crescendo in Sicilia contro gli errori del governo regionale e l’impugnativa del Consiglio dei Ministri che hanno portato ad una sentenza della Consulta che sancirebbe un inaccettabile scippo delle risorse idriche, la cui gestione deve essere pubblica così come sancito dal referendum. Ci opporremo in tutti i modi – conclude Panepinto – se sarà necessario occuperemo i municipi insieme a movimenti, associazioni e cittadini, per impedire l’accesso dei commissari”.

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