MUSSOMELI – Attira sempre più fedeli il pellegrinaggio che da Mussomeli porta al Santuario di Castel del Belice.
Un percorso a piedi già battezzato il “Cammino di Bilici”, che l’Associazione Turistica Culturale Terra Nostra racconta rivivendo in particolar modo quest’ultima esperienza:
“Quando il 6 maggio del 2012 cinque giovani di Mussomeli avevano ripreso l’antico pellegrinaggio a piedi verso il Santuario di Castel del Belice (il cosiddetto “Cammino di Bilici”), erano stati presi per pazzi da tanti amici e conoscenti. Negli anni, però, il loro entusiasmo ha risvegliato, a poco a poco, in altri concittadini, la voglia di rimettersi in cammino per venerare il miracoloso Crocifisso di Bilici. Così, ogni anno, il numero dei partecipanti è via via cresciuto, ma di certo gli organizzatori non si aspettavano, quest’anno, un’adesione così massiccia: circa 60 pellegrini tutti desiderosi di arrivare al Santuario, portando con sé non solo lo zaino, ma anche speranze, desideri, bisogni, richieste o la semplice voglia di mettersi in gioco e provare un’esperienza nuova e un po’ faticosa.
In effetti, non tutti coloro che affrontano un pellegrinaggio lo fanno con le stesse intenzioni e per le stesse motivazioni. Eppure li unisce la strada, la natura, la condivisione e, soprattutto, la meta finale.
Così da Mussomeli sono partiti due gruppi: uno, il più numeroso, alle ore 7 dal Campo Sportivo e uno alle 8:30 da Polizzello. Il primo gruppo è arrivato al Santuario di Bilici passando da Villalba, mentre il secondo gruppo, al quale si sono aggregati 4 ragazzi del primo nei pressi di Polizzello, è arrivato alla meta attraversando la contrada Chiapparìa.
Diverse anche le “esperienze” dei due gruppi, in quanto chi ha optato per la strada provinciale che porta a Villalba ha percorso una strada più breve e grossomodo asfaltata che gli ha permesso di giungere a destinazione nel primissimo pomeriggio e poter pranzare direttamente al Santuario.
Chi ha scelto di passare dalla Chiapparìa ha, sicuramente, affrontato percorsi più impervi e un po’ più lunghi, ma ha potuto godersi tutta la serenità e la bellezza del paesaggio circostante, molto caratteristico.
Inoltre, chi ha scelto la soluzione Villalba ha fatto solo una sosta in un bar del paese, mentre chi ha scelto il secondo percorso ha fatto due fermate prima di arrivare al Santuario: una, non prevista, presso il Caseificio Gadduzzu, dove i proprietari hanno gentilmente offerto a tutti i pellegrini del caffè e della ricotta preparata al momento; l’altra, già preventivata, presso la Fattoria Di Gesu, situata proprio nella valle del Bilici, dove i proprietari hanno offerto ospitalità gratuita ai pellegrini, mettendo a loro disposizione il bagno, le sedie, i tavoli e anche del buon vino preparato con metodi biologici.
Diverso anche l’arrivo dei due gruppi: quello partito da Mussomeli ha raggiunto il Santuario facendo la classica salita della Via Crucis che porta all’ingresso principale dello stesso Santuario, mentre il gruppo partito da Polizzello è arrivato sul posto alle spalle della struttura, in prossimità della statua del Cristo Redentore, avendo fatto un tragitto finale simile al cammino che fanno gli abitanti di Marianopoli quando, il primo maggio di ogni anno, si recano in pellegrinaggio a piedi, con il loro parroco, verso Bilici.
Dopo essersi rinfrescati, i pellegrini hanno avuto anche la possibilità di confessarsi con il parroco di Marianopoli, don Giuseppe Di Rocco, che ormai da 4 anni si sente molto legato ai suoi amici mussomelesi conosciuti proprio in occasione del primo pellegrinaggio del 2012.
Atto finale del pellegrinaggio è stata la Santa Messa delle 17:30, animata sempre dagli stessi pellegrini.”