Festa nel Vallone per il “Signore di Bilici”

crocifisso sdbVALLONE –  Grandi celebrazioni e tanta devozione per la festa del Signore di Belici che si tiene il 3 maggio presso l’omonimo Santuario nella zona del Vallone. Numerosi i pellegrinaggi dei fedeli provenienti dai vicini paesi di Villalba, Marianopoli, Vallelunga, Resuttano che si svolgono il 1 maggio e che terminano con la messa concelebrata dai parroci delle diverse parrocchie. Tre le messe celebrate il giorno della festa tra le quali la più seguita è di certo quella presieduta dal Vescovo Mons. Mario Russotto che ha inizio alle ore 11 e che è seguita da una breve processione del Crocifisso di Belice attorno al Santuario.
La leggenda narra che in una grotta ai piedi del Santuario, un tempo castello ducale, viveva un misterioso e sconosciuto pastore chiamato da tutti Vanni Calabrisi. Un giorno, mentre si trovava ai piedi del colle, Vanni raccolse un bastone di legno dalle acque del fiume e lo portò all’interno della sua grotta con l’intento di scolpirne un Crocifisso; ma con il proseguire del lavoro aumentava la sua disperazione: non poteva scolpire il volto, non ne era degno. Stanco e avvilito fu vinto dal sonno. La mattina seguente al suo risveglio il Crocifisso era miracolosamente terminato e tutti erano accorsi ad ammirarlo; fu portato in commossa processione alla chiesetta del castello e Vanni scomparve. Era il 3 maggio. Secondo fonti storiche lo sconosciuto pastore corrisponde a Giovanni Calabrese divenuto Fra Innocenzo da Petralia, scultore che compiva la sua missione di fede attraverso l’arte e che realizzò l’opera donata poi alla duchessa del feudo. La sua grotta è tutt’oggi visitabile mentre del castello rimane la chiesetta dalle spoglie pareti dalle quali pendono i numerosi doni votivi dei fedeli e i ruderi di quelle che un tempo erano le mura perimetrali. Seguendo un breve sentiero si giunge ad una piccola altura dove è posizionata una croce nella quale i fedeli depongono nastrini rossi in segno di devozione. Per il resto tutto è rimasto meravigliosamente semplice, austero, quasi incontaminato.

Flavia Fruscione

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Laureata nel luglio del 2013 in Scienze della Comunicazione:Editoria e Giornalismo presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Messina. Frequenta attualmente il Corso Magistrale in Metodi e Linguaggi del Giornalismo. Collabora con Magaze da gennaio 2011 come redattrice e video maker. Contatti: flavia.fruscione@libero.it