Emergenza rifiuti: interviene il segretario del Pd di San Giovanni Gemini, Giusy Panepinto
SAN GIOVANNI GEMINI - A San Giovanni Gemini – come in tutti i comuni dell’Ato Gesa Ag2 – ci sono strade invase dai rifiuti, cassonetti stracolmi, cumuli di immondizia negli angoli delle vie cittadine: si fa sentire stamattina anche il Pd locale, nella persona del segretario del circolo di San Giovanni Gemini, Giusy Panepinto.
“Si invitava l’attuale amministrazione a dare definitiva risoluzione al problema della raccolta rifiuti perché la salute e la sicurezza dei cittadini viene prima di tutto”, si legge in una nota.
I cumuli di spazzatura – sottolinea Panepinto – mettono in evidenza una situazione drammatica e soprattutto l’incapacità degli attuali amministratori di fare intravedere uno spiraglio di soluzione”.
“Quella della raccolta rifiuti è una problematica esplosa in questi ultimi mesi, ma forse annunciata già da tempo. È necessario, quindi, che l’amministrazione ne prenda atto, impegnandosi a trovare una qualsivoglia soluzione che consenta di uscire immediatamente dalla crisi di questi giorni e garantisca in breve tempo un nuovo servizio sostenibile, più efficiente e più economico”, conclude il segretario.
La situazione nella provincia: i lavoratori delle ditte che avevano il contratto di servizio non percepiscono lo stipendio da marzo e più volte in questi mesi hanno scioperato, proprio come in questi giorni a Cammarata e San Giovanni Gemini, ma la situazione è la stessa nei comuni della provincia agrigentina serviti dall’Ato Gesa Ag2.
La Regione siciliana invia le diffide ai Comuni che compongono l’Ato. Il motivo? Non hanno adempiuto al pagamento di quanto dovuto alla società che si occupano de servizio di raccolta dei rifiuti. A questo punto, gli enti hanno cinque giorni di tempo, a partire dall’11 settembre scorso, per saldare i debiti prima dell’arrivo del commissario regionale.
E c’è già chi ha provveduto all’invio delle prime liquidità. Sono i Comuni di Lampedusa e Porto Empedocle, Cammarata e Raffadali. Questi fondi sono, però, ancora insufficienti. A venire in soccorso c’è la Provincia regionale di Agrigento, attraverso l’impegno del presidente Eugenio D’Orsi, che ha annunciato che anticiperà 130 mila euro, anche questi insufficienti rispetto alla reale esigenza che coinvolge tanti comuni della provincia.
Gli operatori non percepiscono lo stipendio da almeno tre mesi. Niente mensilità, tanto meno la quattordicesima e i rimborsi del 730.











