U Maccarruni a Casteltermini
I fasti e le follie del Carnevale si concludono oggi, a Casteltermini, con la tradizionale processione del Corteo degli addolorati che, partendo da piazza Nino Bixio (ore 18:30), portano in spalla, affranti, u Maccarruni. Tipico formato di pasta, il così detto “zitu”, ovvero un lungo spaghetto dal diametro di un ditalino che si gusta, in famiglia, la sera del martedì grasso, condito con un succulento sugo di maiale, esso è il simbolo dell’opulenza delle feste carnascialesche, che lasciano il posto all’austerità della quaresima. E quale simbolo più coerente di tale rigore, se non la morte della ricchezza e dello stesso carnevale? Si celebra dunque, oggi, il funerale del Maccarruni, sfortunato marito e padre di famiglia che, durante la cena a base di zito, soffoca ingoiando, ingordo, un intero maccarruni che, bloccatoglisi in gola, gli toglie il respiro e la vita. Compianto dalla vedeva che, scomposta e consolata da un caro “amico”, accompagna il feretro insieme ai membri della famiglia tutta, il Maccarruni percorre la nota “sciata dei Santi”, ovvero la stessa strada che, in genere, calcano le statue dei Santi portati in processione religiosa; ma il corteo funebre non ambisce a rappresentazioni sacre, dunque partirà da Piazza Nino Bixio e non dalla Chiesa Madre: u Maccarruni è una sfilata tutta castelterminese, la celebrazione di un ciclo che si chiude e si apre; è una sarcastica rappresentazione dei sacrifici che la quaresima impone, della fine del divertimento e dell’inizio di un periodo di magra. E il Maccarruni di turno, pronto a sfidare la paura della morte, girerà oggi per le vie del paese, portato in spalla dentro una bara di legno, sperando che la pioggia non imponga, oltre al danno la beffa: ha ostacolato e fatto saltare la sfilata dei carri di Carnevale, ieri, ma difficilmente convincerà un uomo a farsi portare in spalle dentro una bara chiusa…












