La gestualità siciliana protagonista di un film. Presentazione a Mussomeli
MUSSOMELI – È stato un pomeriggio culturale tra i più intensi e proficui quello che venerdì scorso ha visto animare la sala “Giudici” di Palazzo Sgadari. A partire dalle 18:00, per iniziativa dell’amministrazione comunale e con il sostegno del Rotary Club Mussomeli Valle del Platani e della BCC San Giuseppe, è stata presentata “La voce del corpo”, docu-fiction scritta e diretta dal nisseno Luca Vullo.
Una produzione indipendente che, grazie alla scrittrice Rosanna Zaffuto Rovello, ha fatto tappa a Mussomeli. Lo splendido maniero trecentesco e i sontuosi abiti d’epoca del corteo storico del 2 settembre si possono ammirare nelle scene iniziali del film, in cui si ricostruisce la leggenda tramandata dal Pitrè su di un re curioso di scoprire come riuscissero i siciliani a comunicare tra loro senza nemmeno proferire una parola.
Già, perché accade nel cuore della Sicilia, in una provincia tra le più problematiche, che un registra, andando controcorrente, racconti un aspetto degli isolani tra i più evidenti quanto tra i meno discussi. Anziché parlare di mafia, di prelibatezze culinarie, o di bellezze paesaggistiche e artistiche, come fanno i più, a scelto di mettere a fuoco un aspetto che racchiude in sé quella genialità che ha portato Johann Wolfgang von Goethe a sostenere che “l’Italia senza la Sicilia non lascia nello spirito immagine alcuna. È in Sicilia che si trova la chiave di tutto”.
Un’affermazione che Vullo pone a conclusione della sua opera cinematografica con cui aspira, riuscendoci pienamente, ad analizzare la gestualità siciliana senza alcuna pretesa filosofico-scientifica ma per esaltarne l’unicità e il potere comunicativo. Che siano gli occhi, che siano le mani, che sia un gioco di entrambi, o semplicemente un’espressione del viso, questa lingua dei segni è differente da qualsiasi altra. Non c’è confronto che si possa fare né con il linguaggio dei sordomuti né con quello degli eschimesi ad esempio, che sono soliti strofinarsi reciprocamente il naso per salutarsi, né con qualsiasi altra cultura. Ma una cosa è certa: è un linguaggio sovranazionale, nato secondo il Fazello intorno al 1500, quando il tiranno di Siracusa Gerone impose il silenzio ai suoi sudditi. Da allora questa gestualità è venuta sempre in soccorso al popolo siciliano, sia per confrontarsi che per scontrarsi con lo straniero.
Così, in maniera a volte comica a volte ironica, ricorrendo a sketch di vita quotidiana ambientati nel passato come nel presente, intervallati dalle riflessioni di personaggi del mondo della cultura siciliana, senza tralasciare qualche consiglio utile per i turisti in visita nell’Isola, in 60’ si mette in luce e si valorizza un patrimonio talmente ampio che lo stesso Vullo, a termine della proiezione, ha ammesso di non essere riuscito a sviscerare fino in fondo, annunciando che a breve sul sito www.lavocedelcorpo.com sarà disponibile una pagina in cui chiunque potrà dare il proprio contributo caricando un nuovo gesto con relativa descrizione. Una sorta di archivio della nostra identità, “uno scavo archeologico della nostra storia espressiva”, come lo ha definito il dirigente del I Comprensivo Salvatore Vaccaro.
Nei prossimi mesi Vullo sarà inoltre impegnato in un tour in giro per le scuole non solo della Sicilia ma anche del nord Italia, in Piemonte in particolare, grazie alla disponibilità del conterraneo Alfonso Lupo, dirigente dell’Ufficio Scolastico di quella regione. Obiettivo è far conoscere e apprezzare un linguaggio ancor oggi innovativo che, per quanto plateale e a tratti comico (come lo hanno trovato alcuni studenti giapponesi dell’Università di Barcellona dove il film è stato proiettato per la prima volta), ha permesso a generazioni di scrivere la loro storia, e che storia… Un vero e proprio patrimonio che, come suggerito dall’avvocato La Monaca, andrebbe tutelato inserendolo nel Registro delle Eredità Immateriali dell’Unesco.
Alla manifestazione erano presenti tra gli altri il vicesindaco nonchè presidente del Rotary Filippo Misuraca e il presidente della BCC Michele Mingoia.












