Scuola: messaggio sulla Shoah della dirigente Calogera Genco del “Virgilio”
MUSSOMELI – Un messaggio in occasione della Giornata della memoria, venerdì 27, e del Giorno del ricordo, il prossimo 10 Febbraio. A rivolgerlo ai suoi alunni, ai docenti, a tutto il personale ATA, e alla stampa, la dirigente dell’Istituto Virgilio Calogera Genco.
“Il 27 gennaio di ogni anno siamo invitati a ricordare la Shoah, il sacrificio di milioni di ebrei, barbaramente torturati e uccisi nei campi di sterminio nazisti. – scrive la preside – Non è difficile constatare che anche oggi quell’olocausto, purtroppo, continua a ripetersi: in ogni parte del mondo le guerre e le persecuzioni razziali, le lotte tribali, le sopraffazioni di ogni genere continuano a mietere vittime. Le violenze, il sopruso, le discriminazioni continuano a funestare i giorni dell’umanità. L’uomo, capace di librarsi in alto, nel cielo del pensiero, dell’arte, delle scienze, è anche capace di sprofondare negli abissi della meschinità, della ferocia e della più cruda abiezione. Ricordare la Shoah, allora, non è solo ricordare uno dei momenti più bui della Storia dell’Occidente; ma, vuol dire, soprattutto, ricordare quanto sia ancora lunga la strada da percorrere per sconfiggere il male e per giungere alla vera libertà dell’uomo, che è rispetto dell’altro, responsabilità e impegno per la costruzione di un mondo migliore. Un mondo in cui, finalmente, trionfi la giustizia e la vera Sapienza, che, sola, ci conduce alla pienezza dell’Umanità. Tutto ciò è per noi speranza e compito. Ciascuno di noi deve desiderare quel mondo e deve impegnarsi per realizzarlo. Ne abbiamo di strada da fare, perciò, buon cammino a tutti!!!!!”
E infine un ulteriore pensiero affidato alla poesia “Uomo del mio tempo” di Salvatore Quasimodo.
Uomo del mio tempo
Sei ancora quello della pietra e della fionda,
uomo del mio tempo. Eri nella carlinga,
con le ali maligne, le meridiane di morte,
t’ho visto- dentro il carro di fuoco, alle forche,
alle ruote di tortura. T’ho visto: eri tu,
con la tua scienza esatta persuasa allo sterminio,
senza amore, senza Cristo. Hai ucciso ancora,
come sempre, come uccisero i padri, come uccisero
gli animali che ti videro per la prima volta.
E questo sangue odora come nel giorno
Quando il fratello disse all’altro fratello:
“Andiamo ai campi”. E quell’eco fredda tenace,
è giunta fino a te, dentro la tua giornata.
Dimenticate, o figli, le nuvole di sangue
Salite dalla terra, dimenticate i padri:
le loro tombe affondano nella cenere,
gli uccelli neri, il vento, coprono il loro cuore.
Salvatore Quasimodo













Mi perdoni la Dirigente Calogera Genco, ma vorrei chiederle se è al corrente dell’olocausto consumato a Fenestrelle in provincia di Torino 150 anni fa ad opera dei Savoia in nome dell’Unità d’Italia e contro i ” Fratelli D’Italia ” meridionali. Quello è stato il primo campo di concentramento dove giovani vite di meridionali venivano spente nella calce viva! La storia non ne parla. Perchè? C’è imbarazzo? O è meglio ricordare la memoria degli altri, che è pure giusto?